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RELAZIONE GENERALE

La presente relazione tecnica generale descrive l’Intervento di manutenzione straordinaria ed adeguamento normativo del “Teatro Kismet OperA” sito in Bari, Strada San Giorgio Martire n.22/f. L’intervento è finalizzato alla rifunzionalizzazione dal punto di vista architettonico ed all’adeguamento normativo del complesso artistico, garantendo una nuova attrattività nei confronti dell’utenza e una maggiore qualità degli spazi per attrezzature e personale. L’intervento consiste anche nell’adeguamento normativo al fine di garantire l’accessibilità e la visitabilità dell’intera struttura agli utenti diversamente abili con la realizzazione di percorsi adatti nel rispetto delle pendenze a norma di legge e percorsi evidenziati da mappe tattili per non vedenti. L’obiettivo dell’intervento sarà anche quello di garantire al complesso, il marchio della Regione Puglia “Puglia loves Family”, che permette una riconoscibilità della struttura a livello globale e su diversi network di interesse, il tutto grazie alla realizzazione di appositi spazi e servizi garantiti alle famiglie nei seguenti punti di interesse: tariffe; accoglienza; spazi; offerta/contenuti;

La compagnia teatrale Kismet nasce a Bari nel 1981 per iniziativa di giovani attori provenienti da una scuola universitaria di formazione all’attore diretta da Carlo Formigoni ed è stata successivamente riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Teatro Stabile d’Innovazione. Nel 1989 è stata inaugurata la sede teatrale della compagnia scegliendo volutamente l’ex capannone industriale oggetto di intervento, di seguito noto come teatro Kismet, come luogo preposto a valorizzare un’idea di teatro come officina artistica, fucina di idee, luogo d’incontro, centro di cultura e di dialogo permanenti. Oggi in seguito ad una evoluzione culturale e ad una continua e crescente richiesta, nasce la necessità di dover eseguire un intervento di ristrutturazione teso all’ampliamento della capacità ricettiva oltre che ad un adeguamento alle normative vigenti in materia di impianti e prevenzione incendi.

  1. INQUADRAMENTI URBANISTICI, VINCOLISTICA E CONSISTENZA CATASTALE

Dal punto di vista urbanistico, l’edificio oggetto dell’intervento, si colloca in una zona periferica della città, nel quartiere di Santa Caterina, in un ambiente urbano anonimo e degradato, nei pressi della zona commerciale Mongolfiera in Viale Pasteur, in un contesto privo di caratteristiche di rilievo. L’edificio, secondo il vigente P.R.G. comunale si colloca in una zona tipizzata come “Zona per attività secondarie tipo B – Zone produttive B artigianato e deposito”. Lo studio della vincolistica svolto evidenzia che: dal punto di vista del PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale) non risulta rientrare in alcuna perimetrazione di Beni Paesaggistici o Ulteriori Contesti Paesaggisti;

dal punto di vista del PAI (Piano di Assetto Idrogeologico – Piano di Bacino), l’edificio non ricade in area vincolata;

l’edificio non rientra nell’elenco degli immobili vincolati ai sensi del D.Lgs. 42/2004.

Per quanto attiene l’agibilità, l’edificio ha ottenuto l’agibilità di pubblico spettacolo in data 25 febbraio 2014 dalla Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo presso il Comune di Bari con verbale n°4582 del 25.02.2014. L’edificio è riportato nel Nuovo Catasto Edilizio Urbano al foglio 26, p.lla 175, sub. 3-4, zona censuaria 2. Agibilità di pubblico spettacolo | Verbale n°4582 del 25.02.2014 3. STATO DEI LUOGHI

L’immobile oggetto di intervento si sviluppa su una superficie di forma rettangolare di circa 1.500,00 mq, per un livello fuori terra, tranne che per la porzione antistante, corrispondente al foyer, che si compone di due piani, raggiungendo un’altezza massima di circa 7,00 m. L’edificio è un ex capannone industriale, adibito ormai da diversi anni già a sede teatrale del Kismet e presenta un’area di pertinenza esterna scoperta, in cui è ubicata l’area a parcheggio e la centrale termica, oltre ad un’area a verde. Ortofoto area di intervento L’ingresso pedonale e carrabile al complesso avviene dalla Strada San Giorgio Martire e dall’antistante parcheggio. Mentre l’accesso alla struttura vera e propria e quindi al foyer, avviene mediante una rampa di scale ubicata frontalmente, di raccordo tra le quote altimetriche dell’area esterna ed interna. Prospetto su Via San Giorgio Martire La zona dell’atrio/foyer, con una altezza interna di 3,10 mt, comprende i seguenti spazi funzionali: la biglietteria (luogo presidiato);

un’area destinata al ristoro (angolo bar);

i servizi igienici;

la scala di accesso al piano primo, destinato a sala prove ed uffici.

Sempre al piano terra, con una altezza interna di 6,35 mt, tramite un corridoio di collegamento, si accede ad un’area di servizio, comprendente: attrezzeria,

camerini,

depositi,

lavanderia,

la sala teatrale, di circa 350,00 mq, con la relativa zona palcoscenico.

Sala teatrale – vista dalla zona attrezzeria Nella parte posteriore del corpo di fabbrica, si inserisce un’ulteriore zona di servizio destinata ad attrezzeria per uso quotidiano.

Inoltre al piano terra è presente, anche una zona adibita ad alloggio del custode di circa 80,00 mq, non oggetto d’intervento.

Il piano primo, di circa 150,00 mq, è destinato a sala prove e uffici amministrativi ed è accessibile dal vano scala ubicato nel foyer e da un ulteriore vano scala di servizio, con accesso diretto dall’area esterna pertinenziale.

Corridoio di accesso alla sala Corridoio di collegamento interno 4. IL PROGETTO DEGLI INTERVENTI

4.1 Interventi spazi esterni e mitigazione paesaggistica

La riqualificazione degli spazi esterni di pertinenza dell’edificio teatrale ridisegnano quello che ad oggi risulta essere un “non luogo” mettendo a valore le potenzialità che il decentramento di un servizio culturale a scala vasta può avere (rapidità nel raggiungere il luogo, facilità di parcheggio, riqualificazione di un contesto periferico) realizzando un luogo di socializzazione e scambio culturale ed economico così da essere propulsore di nuovi interventi di riqualificazione urbanistica ed architettonica. L’edificio, ex capannone industriale, è dotato di un’area di pertinenza esterna scoperta, in cui è ubicata l’area a parcheggio e la centrale termica. L’ intervento ha lo scopo di rivitalizzare il contesto attraverso la ridefinizione degli spazi aperti, intervenendo non solo sull’aspetto estetico dell’edifico ma migliorando, attraverso la riorganizzazione degli spazi esterni, la percezione del visitatore che raggiunge il teatro. Gli interventi prevedono: Sistemazione delle aree a parcheggio pertinenziali per gli utenti e gli addetti del teatro, con la dotazione di posti auto per disabili secondo norma.

Ridefinizione degli spazi esterni di pertinenza che permettano la sosta ed il parcheggio all’ esterno.

Ridefinizione degli accessi al teatro garantendo l’accessibilità a persone con ridotte o impedite capacità motorie,

Studio delle aree verdi per la mitigazione da e verso l’esterno atte a garantire una gradevole fruizione degli spazi esterni da parte degli utenti e di coloro che lavorano nel teatro.

Interventi di riqualificazione estetica sul prospetto e ridefinizione degli accesi al teatro.

L’attuale rampa di scale, di acceso al foyer, ubicata frontalmente e di raccordo tra le quote altimetriche dell’area esterna ed interna viene sostituita da un rampa con lieve pendenza (circa 6% al di sotto dei limiti di legge) in modo da consentire la mobilità delle persone con ridotte o impedite capacità motorie tali da assicurare loro l’utilizzabilità diretta delle attrezzature e dei servizi posti all’interno, mirando peraltro a realizzare condizioni di una serena fruibilità per bambini, anziani e disabili. Accesso al foyer La pensilina che corre lungo tutti i prospetti, a protezione sia dell’ingresso principale che delle uscite di emergenza, garantisce sia uno spazio d’ombra che una protezione per le intemperie. Oltre la riqualificazione estetica dei prospetti, è stata inserita una targa con il nome del teatro in testa alla facciata principale per orientare il visitatore e segnare l’ingresso al teatro anche a distanza. Il progetto di mitigazione ha previsto la sistemazione delle aree verdi con la ricollocazione delle Cycas esistenti e la piantumazione, nell’area antistante il teatro, di tre Washingtoniae che segnano l’ingresso principale e un filare di Cercis Siliquastrum sul percorso laterale. La messa a dimora della Bougainville nell’area di accesso antistante il foyer garantisce un filtro tra l’ingresso e la zona di pertinenza esterna del bar. Nell’area laterale a sud ovest è stata studiata un’area per la sosta all’esterno con la collocazione di panchine e la piantumazione di Cercis Siliquastrum che garantiscano un piacevole stazionamento all’ombra per i fruitori del teatro. Nelle aiuole che affiancano i muri perimetrali saranno piantumati essenze rampicanti ed arbusti tipici della macchia mediterranea in modo da mitigare l’impatto da e verso le aree del teatro. 4.2 Interventi di natura architettonica

Gli interventi previsti sono finalizzati alla rifunzionalizzazione del teatro dal punto di vista dell’organizzazione delle aree funzionali, all’ampliamento della capienza disponibile, e all’adeguamento normativo. In particolare, i principali interventi di rifunzionalizzazione architettonica sono i seguenti: ridefinizione della biglietteria: si prevede la realizzazione di un nuovo spazio per la biglietteria, al fine di riconfigurare quella esistente ai nuovi standard di utenza derivanti dall’aumento della capienza del complesso, oltre ad una rivisitazione di design architettonico.

Attenzione sarà posta all’altezza dei banchi che dovranno essere in una posizione visibile e accessibile, anche da chi è su una sedia a rotelle e sempre dotati di materiali informativi in braille. ridefinizione della zona american bar/cucina: il progetto prevede la riorganizzazione funzionale dei servizi bar e ristorazione, mediante la creazione di uno spazio da destinare a cucina (con attrezzature ad alimentazione elettrica) con annessi servizi igienici (spogliatoi destinati al personale) per la somministrazione di cibi per gli utenti, con la finalità di ottenere contestualmente un miglioramento della gestione a servizio dell’attività teatrale ed una eventuale indipendenza di funzionamento delle due attività.

realizzazione di spazi “family”: nella logica di garantire la fruizione degli spazi ad utenti di qualunque età e tipologia, il progetto ha previsto spazi capaci d’accogliere scuole e famiglie mettendo a disposizione sale, attrezzature e realizzando progetti all’avanguardia e attenti alla dimensione infanzia quali:

una biglietteria dedicata | priority family: con corsia preferenziale

e/o sportello con priorità per famiglie con minori. ingresso agevole: ingresso senza barriere adatto ai passeggini

intrattenimento minori durante l’accesso: spazio giochi o intrattenimento dedicato ai bambini in attesa dell’accesso alle sale.

Si prevede inoltre la realizzazione di aree nursery attrezzate con spazi adibiti alle famiglie ed all’utenza con bimbi e/o neonati al seguito, come zona di parcheggio passeggini, area allattamento, area igiene. atrio/foyer: rifunzionalizzazione architettonica e di design del foyer al fine dell’aumento della capienza del complesso.

blocco servizi: realizzazione di un nuovo blocco servizi igienici, distinti per sesso (accessibili ai disabili) a servizio della zona foyer e della sala teatrale. Tale suddivisione consentirà di rendere fruibili autonomamente il foyer e la sala, anche per lo svolgersi di eventi contemporanei (eventuali). Particolare attenzione sarà rivolta anche all’arredamento degli spazi del blocco servizi, ad esempio, gli accessori dei bagni devono essere di colori contrastanti per essere visibili anche agli ipovedenti.

Pianta piano terra | Atrio/foyer percorso foyer-sala teatrale: rifunzionalizzazione del corridoio di collegamento tra l’atrio/foyer e la sala teatrale, al fine di permettere un migliore deflusso dell’utenza anche in caso di emergenza.

Inoltre l’organizzazione di tutti gli spazi ed anche dei percorsi di accesso alla sala è stata progettata in modo che sia garantita la sicurezza e che la percorribilità degli spazi sia pienamente accessibile anche per portatori di disabilità fisiche e/o motorie e dei non vedenti. Il percorso di accesso alle sale è stato dotato al fine di migliorare la qualità delle dotazioni e rendere più agevole e fluido l’uso dei vari ambienti agli operatori e ai visitatori diversamente abili (ipovedenti, non vedenti) si è deciso di non realizzare il percorso Loges ma di aggiornare il progetto, dotando lo spazio di N. 2 pannelli contenenti mappe tattili, uno in corrispondenza dell’ingresso principale ed uno in corrispondenza dell’ingresso alla sala teatrale. Tale innovazione favorisce l’orientamento, la riconoscibilità e la mobilità in autonomia. Ogni mappa sarà costituita da un pannello in rilievo realizzato con colori ad alto contrasto cromatico e diciture in Braille. Sulle mappe saranno riprodotte in maniera sintetica e schematica le planimetrie dei luoghi e dei percorsi da seguire. Lungo tutto il percorso che collega il foyer alla sala teatrale saranno inoltre collocati dei pannelli espositivi che possano accompagnare e guidare lo spettatore sino al suo ingresso in sala. Gli espositori saranno costituiti da montanti in alluminio ox-naturale e pannelli in PVC su cui saranno mostrati gli spettacoli in corso o di futura rappresentazione o accogliere esposizioni temporanee. Sempre nell’ottica di promuovere occasioni di interazione e integrazione per persone con disabilità visive e uditive saranno predisposti pannelli tattili in modo che l’informazione a rilievo sia perfettamente leggibile ai ciechi. Allo stesso modo forti contrasti cromatici potranno assicurare la massima facilità di lettura visiva agli ipovedenti, che per leggere impiegano il residuo visivo. collegamento verticale: realizzazione di montascale per garantire l’accesso dei disabili al primo piano in conformità delle vigenti norme.

tribuna telescopica: realizzazione di una tribuna telescopica in acciaio con sedute richiudibili, finalizzata a rendere flessibile l’area della platea, in base agli eventi in programma, garantendo una capienza massima di 400 posti a sedere con parte della prima fila riservata ai disabili.

Sezione | Tribuna telescopica soppalco sala teatrale: realizzazione di una porzione soppalcata della sala teatrale (con accesso sia mediante una scala metallica esterna all’edificio, con funzione di percorso di emergenza, sia mediante una scala interna) da destinarsi a zona regia.

Pianta piano primo |Sala teatrale palcoscenico: realizzazione di un nuovo palcoscenico con rivestimento in legno, realizzazione di un nuovo proscenio e montaggio di un’americana per luci e scenografie.

Sezione | Palcoscenico retropalco: ridefinizione nella zona posteriore dell’edificio prossima al palcoscenico, da destinare a camerini e servizi igienici per gli attori. Ogni spettacolo realizzato porta con sé un corredo di elementi materiali: costumi, oggetti di scena, porzioni di allestimenti, in particolare è stata prevista la realizzazione di due camerini/spogliatoi suddivisi per sesso con annessi servizi igienici (dei quali uno per disabili) da destinare esclusivamente agli operatori teatrali;

attrezzeria: realizzazione di una zona attrezzeria con accesso diretto dall’esterno, dotata di zona soppalcata per il trasporto dei materiali di scena sul soppalco, destinata a contenere esclusivamente gli scenari e le attrezzature relative allo spettacolo in corso.

Pianta piano terra| Sala teatrale e camerini servizi igienici: riconfigurazione dei servizi igienici nella sala formazione a piano primo nella zona antistante il fabbricato, divisi per sesso di cui uno destinato a disabili.

spazi adibiti alla formazione (primo piano): in linea con le intenzioni di gestione del Kismet OperA, al piano primo trovano spazio gli ambienti adibiti agli spazi di formazione.

A complemento dei processi di autoformazione interni alla struttura del gruppo teatrale, il lavoro di formazione per il pubblico e per le scuole si esplicita anche nell’organizzazione di laboratori e rassegne che hanno lo scopo di mettere a contatto personalità qualificate della cultura teatrale con i diversi gruppi di destinatari: i produttori reali, quelli non specializzati e il pubblico dei giovani. In tali spazi verranno quindi organizzati i laboratori ed una scuola di teatro; il progetto oltre all’organizzazione spaziale ha provveduto a garantire il controllo acustico degli ambienti mediante l’integrazione dei serramenti della sala di formazione per l’isolamento acustico verso l’esterno; installazione di pannelli fonoassorbenti per l’insonorizzazione tra sala teatrale e foyer. Pianta piano primo| Spazi adibiti alla formazione ed uffici elementi di arredo: è prevista la fornitura di 20 elementi d’arredo in compensato con sembianze di armadietti ma contenenti bidoncini per la raccolta differenziata realizzati con il recupero di boule da ufficio per l’erogazione dell’acqua.

I 20 armadietti avranno dunque doppia funzione e saranno utilizzati sia per la raccolta differenziata evitando di avere i bidoncini per la spazzatura a vista all’interno della struttura, sia come supporti per le brochure e i volantini grazie ad un ripiano superiore che li rende simili a piccoli scaffali. altre opere accessorie come ripristini di intonaci e tinteggiature e piccole manutenzioni impiantistiche.

Ulteriori interventi legati all’adeguamento normativo riguardano: la compartimentazione antincendio e l’adeguamento delle vie di esodo;

il rifacimento dell’impianto di riscaldamento e di termoventilazione nella Sala;

il rifacimento/adeguamento dell’impianto idrico-sanitario;

il rifacimento/adeguamento impianto elettrico;

Per ciascuno degli interventi di cui sopra, si rimanda alle relazioni specialistiche. 4.3 Interventi di natura strutturale

Dal punto di vista strutturale, gli interventi sono legati alle scelte architettoniche fatte, in particolar modo saranno: soppalco sala teatrale: si prevede la realizzazione di una struttura in calcestruzzo armato, composta da fondazioni costituite da travi rovesce ad una quota di -0,20, con strutture verticali in muratura portante e sovrastante cordolo in cls armato. Le strutture orizzontali saranno costituite da solai latero-cementizi con travetti tralicciati ad una quota di +3,25, con luci comprese tra 1,70 mt e 3,10 mt.

palcoscenico: sarà realizzata in calcestruzzo armato con doppia rete elettrosaldata e chiusure in muratura in laterizio su cordolo in c.a. di fondazione. L’altezza sarà pari a 40 cm da quota 0,00 di calpestio. Sul palcoscenico è stato prevista una pavimentazione lignea stabilmente aderente alla sottostante struttura incombustibile.

soppalco sala teatrale: si prevede la realizzazione di una struttura in calcestruzzo armato, composta da fondazioni costituite da travi rovesce ad una quota di -0,20, ed una struttura a scheletro indipendente con strutture verticali costituite da pilastri e travi in c.a. Le strutture orizzontali saranno costituite da solai latero-cementizi con travetti tralicciati ad una quota di +3,55, con luci comprese tra 1,30 mt e 2,40 mt.

scala in acciaio: realizzazione di una scala in acciaio di accesso al soppalco della sala teatrale, costituita da una platea di fondazione a -0,20 ed una struttura verticale costituita da pilastri e travi in profilati in acciaio e grigliati zincati a caldo per le pedate ed i pianerottoli.

Per ulteriori dettagli in merito si rimanda alle relazioni specialistiche e agli elaborati grafici delle strutture. 4.4 Interventi di natura impiantistica

Gli interventi di natura impiantistica, unitamente a quelli di natura architettonica, saranno volti a garantire la piena funzionalità della struttura, in funzione dei nuovi layout di utilizzo, nel pieno rispetto delle normative vigenti. I nuovi layout sono tali da creare nuove attrattive nei confronti dell’utenza, prevedono una polifunzionalità e una multidisciplinarietà degli spazi fruibili dal pubblico e assicurano una maggiore qualità degli ambienti per il pubblico e/o il personale. impianti elettrici e speciali:

Il progetto degli impianti elettrici e speciali scaturisce dalla nuova distribuzione interna e dalla destinazione d’uso degli spazi a disposizione del pubblico, degli artisti e del personale. In linea generale il progetto ha previsto il completo riutilizzo dell’esistente, anche perchè oggetto di adeguamento normativo e di manutenzione straordinaria effettuata nel corso dell’anno 2012, con le modifiche che si sono rese necessarie in funzione dei nuovi layout. In particolare, e fra gli altri, è stata prevista la realizzazione di nuovi impianti elettrici all’interno di: zona destinata a camerini per gli artisti con relativi servizi igienici nel backstage (di nuova realizzazione);

zona di ingresso del pubblico;

American Bar con Servizi del personale (di nuova realizzazione);

servizi igienici nella zona del Foyer;

biglietteria;

zona tribuna telescopica nella Sala teatrale;

Centrale Termica (di nuova realizzazione);

impianto di illuminazione di emergenza e/o di sicurezza finalizzato alla identificazione dei percorsi per pubblico, artisti e personale e delle uscite di sicurezza.

Per quanto attiene i corpi illuminanti da utilizzarsi, sono state previste tipologie di apparecchiature munite di lampade a risparmio energetico e/o di nuova tecnologia (led), in grado di abbattere i consumi di energia elettrica, di fornire sorgenti di maggiore durata nel tempo, incrementare l’efficienza energetica e realizzare economie di gestione sostenibili. Le varie utenze sono state suddivise su più linee di alimentazione, sempre allo scopo di parzializzare i carichi elettrici in funzione del grado di occupazione dei vari ambienti. impianto di riscaldamento e di termoventilazione:

L’impianto di riscaldamento e di termoventilazione è stato riprogettato in quanto, la zona nella quale è ubicato il Teatro Kismet Opera, può usufruire ad oggi della rete di distribuzione del gas metano. Tale opportunità è sicuramente indirizzata all’utilizzo di un combustibile “pulito”, in grado di garantire un indubbio risparmio in termini energetici e di economia di gestione sostenibile. All’interno della centrale termica è stata prevista l’installazione di tre generatori di calore del tipo a condensazione di nuova generazione e ad alta efficienza, con alimentazione a gas metano, completi degli accessori di funzionamento e di sicurezza, per il riscaldamento, parzializzabile e modulabile, in funzione degli occupanti della Sala Teatrale. Per il riscaldamento della Zona Foyer e degli ambienti funzionali e di servizio annessi, nonché per i locali del primo piano, è stata prevista l’installazione di caldaie del tipo a condensazione di nuova generazione e ad alta efficienza, con alimentazione a gas metano, completi degli accessori di funzionamento e di sicurezza. L’impianto ha previsto anche il riscaldamento degli ambienti di nuova realizzazione quali i camerini ed i servizi igienici posti nel backstage. Importanti e significativi anche gli interventi previsti per la termoventilazione nella Sala Teatrale. Con l’installazione della tribuna telescopica, raddoppiata in termini di capienza rispetto alla esistente (400 spettatori, contro circa 200 della precedente), si è reso necessario realizzare un impianto con nuove unità canalizzabili, da collocare sulla copertura della Sala Teatrale, in grado di garantire i ricambi orari previsti dalle vigenti normative. Questo ha comportato la progettazione di nuove canalizzazioni e l’installazione di nuove unità termoventilanti ad armadio nella zona pubblico della Sala Teatrale, recuperando quanto di esistente ed ancora funzionante ed efficiente nell’uso. Anche in tal caso, l’obiettivo del progetto è stato quello di rendere modulabile anche l’impianto di termoventilazione, in funzione degli occupanti della Sala Teatrale e del suo utilizzo, allo scopo di contenere i consumi energetici e realizzare economie di gestione. impianto idrico sanitario: l’alimentazione dell’acqua necessaria al fabbisogno, verrà derivata dalla rete idrica esistente del fabbricato e si svilupperà a valle del contatore volumetrico e portata mediante linea in polipropilene. Le tubazioni interne della rete di distribuzione acqua calda, fredda e ricircolo saranno in multistrato PE, isolate con materiale a basso potere igroscopico, di spessore conforme alla legge e regolamenti di attuazione, con resistenza al fuoco certificata. Il dimensionamento idraulico della rete di tubazioni è stato eseguito considerando la pressione disponibile sul posto e una portata minima degli apparecchi serviti di:

lavabo: 0,10 lt/sec;

vaso a cassetta: 0,10 lt/sec;

bidet: 0,10 lt/sec;

lavabiancheria: 0,10 lt/sec.

La distribuzione del fluido avverrà attraverso collettori complanari in ottone ubicati in zone baricentriche rispetto alle utenze da servire sia per l’acqua calda che per l’acqua fredda. È inoltre prevista l’installazione di “QUANTOBASTA”, dispositivi brevettati a livello europeo che permettono di regolare a piacimento la quantità d’acqua da utilizzare per lo scarico del WC. Si installa sugli scarichi di vecchia generazione, cioè quelli che non hanno il sistema start/stop. Semplice da usare e montare, rimovibile, economico, veloce e non necessita di opera muraria e manutenzione. impianto di raccolta e smaltimento delle acque reflue: l’impianto di scarico sarà costruito in conformità con quanto indicato nelle rispettive norme UNI – UNI EN, tenuto conto della specifica destinazione d’uso e del suo sviluppo planimetrico e altimetrico, al fine di garantire il regolare Tutti gli scarichi orizzontali e verticali completi di accessori, verranno realizzati con tubazioni in polietilene ad alta densità con giunzioni saldate, complete di rivestimento insonorizzante e termoisolante per evitare la trasmissione dei rumori in ambiente e la formazione di condensa, eseguito con resistenza al fuoco certificata. Sarà installata una vasca prefabbricata Imhoff per lo scarico dei liquami e sarà costituita da una vasca principale (digestione anaerobica) che contiene al suo interno un vano secondario (di sedimentazione). L’affluente entra nel comparto di sedimentazione, che ha lo scopo di trattenere i corpi solidi e di destinare il materiale sedimentato attraverso l’apertura sul fondo inclinato, al comparto inferiore di digestione. Sarà proporzionato in modo tale da garantire il giusto tempo di ritenzione e da impedire che fenomeni di turbolenza, causati dal carico idrico, possano diminuire l’efficienza di sedimentazione. Il comparto di digestione è dimensionato affinché avvenga la stabilizzazione biologica delle sostante organiche sedimentate (fermentazione o digestione anaerobica). Sarà conforme alle descrizioni, al proporzionamento dei volumi ed alla capacità di depurazione sancite dal Comitato dei Ministri per la tutela delle acque dall’inquinamento nella delibera del 04/02/77(S.O.G.U. n. 48 del 21/02/77).

Gli elementi impiantistici saranno dotati di sistemi di automazione e controllo, al fine di garantire il massimo risparmio energetico, attraverso la gestione dei differenti componenti mediante le innovative ricerche nel campo della domotica. Per ulteriori dettagli in merito si rimanda alle relazioni specialistiche e agli elaborati grafici degli impianti. impianto antincendio

L’Attività è attualmente dotata di Certificato di Prevenzione Incendi e di rinnovo periodico di conformità antincendio (ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. 1° agosto 2011 n°151) e, pertanto, è già munita di impianto antincendio costituito da idranti esterni e interni, riserva idrica, estintori, sistema di allarme, impianto di rivelazione automatica di incendio negli ambienti a rischio specifico, nonché di quant’altro necessario per la riconferma del rinnovo periodico di conformità antincendio. Gli interventi di progetto, anche in questo caso, hanno riguardato le parti di nuova realizzazione e/o di adeguamento ai nuovi layout. In particolare, e fra gli altri, sono stati previsti: realizzazione di impianto di rivelazione e di allarme gas all’interno della centrale termica (alimentata a gas metano);

installazione di ulteriori pannelli di segnalazione ottica e acustica per allarme incendio e/o per fuga di gas;

estensione dell’impianto di rivelazione automatica di incendio all’interno della Attrezzeria;

installazione di porte tagliafuoco negli ambienti di nuova realizzazione, laddove previsti particolari requisiti di resistenza al fuoco, munite di maniglioni antipanico ad azionamento facilitato del tipo Push;

maniglioni antipanico sulle porte delle uscite di sicurezza di nuova realizzazione;

estintori, del tipo approvato, negli ambienti a rischio specifico di nuova realizzazione.

  1. QUALITÀ DEI MATERIALI

Gli edifici, il paesaggio e gli spazi pubblici sono stati progettati e saranno costruiti garantendo elevati standard estetici, strutturali, con materiali durabili ed appropriate tecnologie e soluzioni al fine di ridurre l’utilizzo di materie prime e migliorare l’efficienza ambientale (minimise energy use and encourage recycling). Al fine di garantire lo sviluppo sostenibile gli interventi hanno privilegiato l’utilizzo di materiali con caratteristiche di ridotto impatto ambientale, naturali e non trattati con sostanze tossiche, nonché materiali capaci di garantire traspirabilità, igroscopicità, ridotta conducibilità elettrica, antistaticità, assenza di emissioni nocive, assenza di esalazioni nocive e polveri, stabilità nel tempo, inattaccabilità da muffe, elevata inerzia termica, biodegradabilità o riciclabilità , attestate dalla presenza di marchi o etichette di qualità ecologica. 6. RISPETTO DEI REQUISITI IGIENICO-SANITARI

Il progetto risponderà ai requisiti igienico-sanitari necessari ad assicurare la salubrità degli ambienti, ai sensi della Del.G.R. 6 ottobre 1993, n. 3819 – L.R. 20 luglio 1984, n. 36 art. 9, 2° comma, lett. m) – Approvazione schema tipo di regolamento di Igiene e Sanità pubblica dei Comuni ed al Regolamento Edilizio del Comune di Bari. Nello specifico saranno garantiti: idonee superfici aero-illuminanti;

idonee superfici dei vani adibiti allo spettacolo;

condizioni termo-igrometriche ottimali;

uso di materiali atossici.

Le soluzioni progettuali soddisfano i requisiti di aerazione e ventilazione, oltre che di illuminazione degli ambienti; per i servizi igienici invece non muniti di aperture “ciechi” sarà previsto un ricambio di aria minimo di 7 vol/ora, conformemente a quanto previsto dalle norme d’igiene e sanità.

Per l’intervento inoltre si prevede che:

la pavimentazione sarà del tipo in resina con finitura tale da impedire agli occupati di scivolare e rendere le stesse superfici facilmente lavabili, con l’inserimento dei percorsi Loges;

le pareti saranno tinteggiate con idropittura del tipo lavabile e di colore chiaro per rendere più luminoso l’ambiente e facilmente lavabile;

nel corridoio di collegamento è prevista la posa in opera di intonaco REI;

al fine di separare il palcoscenico dal retropalco sarà installata una quinta di tipo REI;

tutti gli impianti al servizio saranno realizzati in conformità della normativa vigente e l’impianto elettrico sarà dotato di sistema per la disalimentazione dall’esterno della energia elettrica con relativo impianto di illuminazione in caso di emergenza secondo le prescrizioni UNI e CEI;

saranno realizzati servizi igienico-sanitari in numero adeguato alle persone occupate per i diversamente abili, nel rispetto della normativa vigente;

tutti i servizi igienici saranno pavimentati e rivestiti con piastrelle per una altezza minima di mt 2.00;

i servizi igienici per disabili saranno attrezzati in conformità a quanto disposto dal D.M. n.236/89 e successivi regolamenti di attuazione;

l’infisso esterno di ingresso sarà in metallo a taglio termico;

gli infissi interni saranno in laminato plastico facilmente lavabile mentre le porte antincendio saranno di tipo REI;

l’aerazione sarà in grado di garantire i minimi previsti per legge.

  1. ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE

Ai fini dell’abbattimento delle barriere architettoniche ai sensi della L. 9/1/1989 n.13 e D.M. 14.06.1989 n.236, sarà garantito il requisito dell’accessibilità, ovvero la “possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia”. Pertanto sarà garantito l’accesso alla struttura e all’area esterna con i relativi percorsi di collegamento. Inoltre l’accessibilità sarà garantita per quanto riguarda “a) gli spazi esterni: il requisito si considera soddisfatto se esiste almeno un percorso agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotte o impedite capacità motorie o sensoriali; b) le parti comuni”. L’accessibilità al piano superiore sarà garantita con l’installazione di un montascale o piattaforma elevatrice avente caratteristiche rispondenti alle vigenti. Per le unità aperte al pubblico di superficie netta superiore a mq.250, è garantito il requisito della accessibilità, che si ritiene soddisfatto se sono accessibili gli spazi di relazione, caratterizzanti le sedi stesse, nelle quali il cittadino entra in rapporto con la funzione svolta (ad esempio: la cassa, lo spazio tra scaffali, l’accettazione, ecc.) oltre che un servizio igienico. In particolare è stato garantito la rispondenza ai criteri di progettazione di cui al punto 4.1 (Unità ambientali e loro componenti), 4.2 (Spazi esterni) e 4.3 (Segnaletica), e alle relative specifiche dimensionali e/o soluzioni tecniche, così come riportate nel citato Decreto. Nel caso specifico verranno adottate le soluzioni tecniche di seguito illustrate. PORTE: (punto 8.1.1 del D.M.236/89) La luce netta della porta di accesso sarà maggiore a cm 80, mentre la luce netta di tutte le porte interne sarà superiore a cm 75. Gli spazi antistanti e retrostanti le porte sono stati dimensionati nel rispetto dei minimi previsti negli schemi grafici di cui al punto 8.1.1 del D.M. 236/89. L’altezza delle maniglie sarà pari a cm 90, inoltre non saranno previste singole ante delle porte con larghezza superiore a cm 120, e gli eventuali vetri saranno collocati ad un altezza di almeno cm 40 dal piano del pavimento. L’anta mobile potrà essere usata esercitando una pressione non superiore a 8 Kg. PAVIMENTI: (punto 8.1.2. D.M.236/89) I pavimenti interni non presenteranno alcun dislivello essendo tra loro perfettamente complanari. Il dislivello esistente al piano terra fra gli spazi pubblici o condominiali e quella delle varie unità ivi presenti e degli ingressi ai piani superiori, non supererà i 2,5 cm. ARREDI FISSI: (punto 8.1.4. D.M.236/89) Gli eventuali arredi fissi in questione saranno realizzati secondo le indicazioni del punto 8.1.4. e sulla base delle effettive attività che verranno svolte in essi. TERMINALI DEGLI IMPIANTI: (punto 8.1.5. D.M.236/89) Tutti gli apparecchi elettrici, i quadri generali, le valvole e i rubinetti di arresto delle varie utenze, i regolatori di impianti di riscaldamento e di condizionamento, i campanelli di allarme, il citofono, che saranno ubicati nelle parti comuni dell’edificio in questione, saranno posti ad una altezza compresa tra i 40 e i 140 cm. In particolare il citofono sarà posto ad una altezza di cm. 120, come pure la bottoniera dell’ascensore (pulsante più alto), mentre gli interruttori elettrici saranno posti a 100 cm dal pavimento. SERVIZI IGIENICI: (punto 8.1.6. D.M.236/89) Il servizio igienico si intende accessibile se è consentita la manovra e l’uso degli apparecchi in rapporto agli spazi di manovra di cui al punto 8.0.2, l’accostamento laterale alla tazza w.c., bidet, vasca, doccia, lavatrice e l’accostamento frontale al lavabo. A tale proposito sono stati verificati pertanto i seguenti ulteriori minimi dimensionali. – Adeguati spazi di manovra di cui al punto 8.0.2 o uno spazio per rotazione di 360 gradi di sedia a ruote (diametro cm.140 nei casi di ristrutturazioni e cm.150 negl’altri casi); – Accostamento frontale del lavabo (spazio antistante il bordo anteriore del lavabo cm.80): – Accostamento laterale del w.c. (spazio laterale, misurato dall’asse del sanitario, cm.100) – Accostamento laterale al bidet (spazio laterale, misurato dall’asse del sanitario, cm.100). – Bordo anteriore del w.c. e del bidet posto a distanza di cm. 75-80 dal muro posteriore; – Asse del w.c. e del bidet posto a distanza di cm.40 dalla parete laterale, in caso di distanza superiore per il w.c. va predisposto un maniglione o corrimano. Le caratteristiche degli apparecchi sanitari rispetteranno inoltre le seguenti prescrizioni: i lavabi avranno il piano superiore posto a cm.80 dal calpestio e saranno sempre senza colonna con il sifone preferibilmente del tipo accostato o incassato a parete;

i w.c. e i bidet saranno preferibilmente di tipo sospeso, in particolare il piano superiore della tazza WC o del bidet sarà a cm. 45-50 dal calpestio;

la doccia sarà a pavimento, datata di sedile ribaltabile e doccia a telefono;

Nei servizi igienici dei locali aperti al pubblico sarà installato un corrimano in prossimità della tazza W.C., posto ad altezza di cm. 80 dal calpestio, e di diametro cm. 3-4; se fissato a parete verrà posto a cm. 5 dalla stessa. PERCORSI ORIZZONTALI E CORRIDOI: (punto 8.1.9. D.M.236/89) Tutti i corridoi o i percorsi verranno previsti di larghezza minima di cm 100 e presenteranno degli allargamenti atti a consentire l’inversione di marcia da parte di persone su sedia a ruote della misura di 150×150 cm. Questi allargamenti saranno posti di preferenza nelle parti terminali dei corridoi e saranno previsti comunque ogni ml 10 di sviluppo lineare degli stessi. Per le parti di corridoio o disimpegni sulle quali si aprono porte sono state adottate le soluzioni tecniche di cui al punto 9.1.1., nel rispetto anche dei sensi di apertura delle porte e degli spazi liberi necessari per il passaggio di cui al punto 8.1.1. SCALE (punto 8.1.10 D.M.236/89) Le rampe di scale, che costituiscono parte comune o siano di uso pubblico, avranno una larghezza di ml 1.20 e una pendenza limitata e costante per l’intero sviluppo di scala. I gradini saranno caratterizzati da un corretto rapporto tra alzata e pedata: la pedata sarà di cm. 30, mentre la somma tra il doppio dell’alzata e la pedata, sarà compresa tra 62/64 cm. Il profilo del gradino ha un disegno discontinuo ma comunque l’aggetto del grado rispetto al sottogrado rimarrà compreso tra un minimo di 2 cm e un massimo di cm 2.5. Verrà posto anche un segnale al pavimento (fascia di materiale diverso o comunque percepibile anche da parte dei non vedenti), situato almeno a cm 30 dal primo e dall’ultimo scalino, per indicare l’inizio e la fine della rampa. Il parapetto, che costituisce la difesa verso il vuoto, sarà previsto con altezza di ml 1.00 e non sarà attraversabile da una sfera di diametro di cm 10. In corrispondenza dell’interruzione del corrimano, lo stesso verrà prolungato di cm 30 oltre il primo e l’ultimo gradino. Il corrimano sarà comunque posto ad una altezza compresa tra ml 0,90 – 1.00. Il corrimano posto su un parapetto o su una parete piena sarà distante da essi almeno cm 4. RAMPE: (punto 8.1.11 del D.M.236/89) Le rampe, che costituiscono parte comune o siano di uso pubblico, supereranno un dislivello non superiore a 3,20 m ed avranno le seguenti caratteristiche: larghezza minima di 0,90 m., se consente il transito di una persona su sedia a ruote, e di 1,50 m. per consentire l’incrocio di due persone;

ogni 10 metri di lunghezza la rampa deve prevedere un ripiano orizzontale di dimensioni minime pari a 1,50 x 1,50 m, oppure le rampe avranno un andamento regolare ed omogeneo per tutto il loro sviluppo con pendenza costante.

La pendenza longitudinale non supererà l’8%. Le rampe avranno un ripiano di sosta di dimensioni minima pari a 1,50 x 1,50 m, ovvero di 1,40 in senso trasversale e 1,70 in senso longitudinale al verso di marcia. I ripiani di sosta saranno posti ad intervalli non superiori a 10 ml nei casi di rampe con pendenze comprese tra 5% e 9%. La rampa sarà dotata di un parapetto pieno, in caso contrario sarà comunque previsto un cordolo di almeno 10 cm di altezza. Il parapetto, che costituisce la difesa verso il vuoto, sarà previsto con altezza di ml 1.00 e sarà inattraversabile da una sfera di diametro di cm 10. L’inizio e fine rampa sarà segnalato con un segnale a pavimento (fascia di materiale diverso o comunque percepibile), situato ad almeno a 30 cm da suddetti punti. ASCENSORE – SERVOSCALE (punto 8.1.12 D.M.236/89) Trattandosi di edificio a destinazione non residenziale, per il superamento del dislivello interno fra il foyer e la sala formazione al primo piano, al fine di rendere visitabile ed accessibile l’intero primo piano si è optato per l’acquisto di un robot/trattorino utilizzabile su entrambe le scale e quasi contestualmente, fermo restando i tempi di manovra. Tale scelta, garantisce un miglior utilizzo degli spazi, elimina le interferenze fisiche lungo il corridoio principale di distribuzione, migliorandone la sicurezza. Tale scelta, pertanto, consentirà di accedere indifferentemente al piano primo, sia agli uffici che alle aree dei laboratori. SPAZI ESTERNI PERCORSI: (punto 8.2.1 del D.M.236/89) I percorsi pedonali esterni avranno una larghezza minima di cm. 90. Per consentire l’inversione di marcia da parte di persone su sedia a ruote, gli stessi avranno degli allargamenti, che saranno realizzati in piano, e saranno posti almeno ogni ml. 10 di sviluppo lineare dei percorsi stessi ed in conformità alle dimensioni di cui al punto 8.0.2 (Spazi di manovra). Qualsiasi cambio di direzione rispetto al percorso rettilineo sarà in piano. Ove sia indispensabile effettuare anche svolte ortogonali al verso di marcia, la zona interessata alla svolta, per almeno ml. 1,70 su ciascun lato a partire dal vertice più esterno, risulterà in piano e priva di qualsiasi interruzione. Ove sarà necessario prevedere un ciglio, questo verrà sopraelevato di cm. 10 dal calpestio, sarà differenziato per materiale e colore dalla pavimentazione del percorso, non presenterà spigoli vivi. La pendenza longitudinale del percorso esterno non supererà mai il 5%; ove ciò non si è reso possibile, sono state previste pendenze superiori realizzate in conformità a quanto previsto al punto 8.1.11 (rampe). Per pendenze del 5% sarà necessariamente previsto un ripiano orizzontale di sosta di profondità di almeno ml. 1,50 per ogni ml. 15 di lunghezza del percorso. Nei casi di pendenze superiori la lunghezza della rampa è stata proporzionalmente ridotta fino alla misura di 10 ml nei casi di pendenza pari all’8%. La pendenza trasversale massima prevista è dell’1%. Quando il percorso si raccorda con il livello strada, sarà previsto una rampa di raccordo con pendenza non superiore al 15% con un dislivello massimo di 15 cm. Fino all’altezza minima di 2.10 m dal piano di calpestio, non saranno previsti ostacoli di nessun genere, quali tabelle segnaletiche o elementi sporgenti i fabbricati, che potrebbero essere causa di infortunio ad una persona in movimento. PAVIMENTAZIONI: (punto 8.2.2 del D.M.236/89) Tutte le pavimentazioni esterne saranno del tipo antisdrucciolevoli. Le stesse saranno realizzate con materiali il cui coefficiente di attrito, misurato secondo il metodo della British Ceramic Research Association Ltd (B.C.R.A.) Rep. CEC.6/81, sia superiore ai seguenti valori: 0,40 per elemento scivolante cuoio su pavimentazione asciutta;

0,40 per elemento scivolante gomma dura standard su pavimentazione bagnata.

Gli strati di supporto della pavimentazione saranno idonei a sopportare nel tempo la pavimentazione ed i sovraccarichi previsti, nonché ad assicurare il bloccaggio duraturo degli elementi costituenti la pavimentazione stessa. Gli elementi costituenti la pavimentazione esterna presenteranno giunture inferiori a 5 mm, saranno stilati con materiali durevoli, saranno piani con eventuali risalti di spessore non superiore a mm 2. Gli eventuali grigliati inseriti nella pavimentazione saranno realizzati con maglie non attraversabili da una sfera di 2 cm di diametro; i grigliati ad elementi paralleli saranno comunque posti con elementi ortogonali al verso di marcia. PARCHEGGI: (punto 8.2.3 del D.M.236/89) Nelle aree di parcheggio, saranno previsti, nella misura minima di 1 ogni 50 o frazione di 50, posti auto di larghezza non inferiore a ml. 3,20, e riservati gratuitamente ai veicoli al servizio di persone disabili. Detti posti auto, opportunamente segnalati, sono stati ubicati in aderenza ai percorsi pedonali e nelle vicinanze dell’edificio o attrezzatura. 8. NORMATIVA DI RIFERIMENTO

L’intervento in oggetto sarà realizzato in conformità delle disposizioni normative vigenti in tema edile, impiantistico, strutturale, di sicurezza e quant’altro; in particolare ci si atterrà, per i diversi pareri di competenza alle norme di seguito indicate: Normative edilizie P.R. 380 del 6 giugno 2001, “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”

Nuovo Regolamento Edilizio Comunale

Regolamento sulle strutture adibite al pubblico spettacolo e commissione di vigilanza del pubblico spettacolo

Norme Tecniche di Attuazione del PRG, approvato con Deliberazione Consiliare n.991 del 13.12.1973 e successivamente approvata con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n.1475 del 08.07.76

Norme nazionali Decreto legislativo 4 luglio 2014 n. 102 “Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE”

Regolamento per l’esecuzione del T.U.L.P.S. (R.D. 6.5.1940, n. 635), inerente l’istituzione della Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo per l’Ufficio Territoriale di Bari

Norme regionali Regolamento per l’attribuzione del marchio “Puglia loves Family”

Regolamento d’igiene, Legge Regionale n.36 del 20 luglio 1989

Normativa sismica M. Infrastrutture 14/01/2008 e Circolare 02.02.2009 n.617/C.S.LL.PP., “Norme Tecniche per le Costruzioni” e circolare esplicativa per gli interventi sugli edifici vincolati di particolare pregio storico

Norme impiantistiche e per il contenimento dei consumi energetici Lgs. 192/05, 311/06, 115/08, 28/11, D.P.R. 59/09, D.M. 26.6.09, L. 90/13 – Rispondenza alle prescrizioni in materia di contenimento del consumo energetico degli edifici

Norme impiantistiche D.M. 37/08 – Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici

CEI EN 62305 – Protezione contro le scariche atmosferiche

CEI 64-8 3^ ed. Impianti elettrici utilizzatori

CEI 17-13/1 Fasc.2463E – Quadri BT

CEI 23-51 Fasc.2731 – Quadri per usi domestici e similari

CEI 20-14 Fasc.661 – Cavi isolati in PVC per tensioni da 1kV a 20kV

CEI 20-19 Fasc.1344 – Cavi isolati in gomma per tensioni fino a 450/750V

CEI 20-20 Fasc.1345 – Cavi isolati in PVC per tensioni fino a 450/750V

CEI 23-3 Fasc.1550 – Interruttori automatici per usi domestici e similari

CEI 23-50 Fasc.2730 – Prese a spina per usi domestici e similari

CEI 23-8 Fasc.335 – Tubi protettivi rigidi in PVC

CEI 23-9 Fasc.2864 – Apparecchi di comando

CEI 23-12 Fasc.1936E+1940E – Prese a spina per uso industriale

CEI 23-14 Fasc.297 – Tubi protettivi flessibili in PVC

CEI 23-44 Fasc.2963E – Interruttori differenziali

CEI 23-25 Fasc.1176 – Tubi per installazioni elettriche

CEI 23-28 Fasc.1177 – Tubi metallici

CEI 23-31 Fasc.1286 – Canali metallici portacavi e portapparecchi

CEI 11-17 Impianti di produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica. Linee in cavo

CEI 20-40 Guida per l’uso dei cavi a bassa tensione

CEI 23-51 Prescrizioni per la realizzazione le verifiche e le prove dei quadri di distribuzione. Per installazioni fisse per uso domestico

CEI 23-55 Sistemi di tubi e accessori per installazioni elettriche

CEI 70-1 Gradi di protezione degli involucri (codice IP)

CEI 81-10 Protezione delle strutture contro i fulmini

CEI UNEL Cavi elettrici isolati con materiale elastomerico o termoplastico per tensioni nominali non superiori a 1000V

UNI 10380 Illuminotecnica

UNI-CIG 9511/1 (1989) Disegni tecnici. Rappresentazione delle installazioni. Segni grafici per impianti di condizionamento dell’aria, riscaldamento, ventilazione, idrosanitari, gas per uso domestico

UNI-CIG 9860 (1998) Impianti di derivazione di utenza del gas – Progettazione, costruzione e collaudo

UNI-CIG 7128 (1992) Impianti a gas per uso domestico alimentati da rete di distribuzione. Termini e definizioni

UNI-CIG 7129 (1992 e agg.) Impianti a gas per uso domestico alimentati da rete di distribuzione. Progettazione, installazione e manutenzione;

UNI-CIG 9165 (1987) Reti di distribuzione del gas con pressione di esercizio minori o uguali a 5 bar. Progettazioni, costruzioni e collaudi

DLgs 81/08 come integrato e modificato dalla Legge 88/09 e dal DLgs 106/09– Attuazione dell’art.1 della legge 3 agosto 2007, n.123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro

Norme per l’abbattimento delle barriere architettoniche Norme per l’abbattimento delle barriere architettoniche Legge 13/89 e successivi decreti attuativi DM 236/89

Bari, 16 gennaio 2018 Il progettista arch. Paolo A. M. MAFFIOLA